Smart working, 3500 euro di premio annuale e formazione continua: così la Camera di Commercio attrae i giovani lavoratori

Da sinistra Mario Pozza, Maria Vettorel e Romano Tiozzo

Sembrano lontani i tempi in cui trovare un impiego nella pubblica amministrazione era l’ambizione di molti italiani, tanto che il mito del “posto fisso” – basti pensare alle commedie di Checco Zalone – rientra fra gli stereotipi del cosiddetto “italiano medio”.

Oggi, al contrario, attirare nuove risorse nella PA è una faccenda sempre più complicata che incide pesantemente sulla carenza di personale nel settore. In questo scenario, il nuovo contratto di lavoro integrativo sottoscritto alla Camera di Commercio di Treviso Belluno|Dolomiti, e presentato questa mattina in sede camerale, si propone come un modello unico in Italia che mira a riaffermare l’attrattività della pubblica amministrazione agli occhi delle nuove generazioni.

Opportunità di lavoro flessibile, formazione continua, supporto alla maternità e, non ultimo, un sostanzioso premio annuale per la produttività sono alcuni degli elementi previsti dal contratto integrativo presentato dall’ente camerale questa mattina alla presenza del presidente Mario Pozza e del segretario generale Romano Tiozzo.

“Il valore umano è un elemento indispensabile della pubblica amministrazione che negli ultimi anni ha sofferto un calo di popolarità – sottolinea Pozza -. Una volta per lavorare nel pubblico c’era la fila, mentre oggi trovare personale, e per di più qualificato, è diventato un problema. Tarando l’accordo quadro nazionale alla nostra realtà, abbiamo sottoscritto un nuovo contratto integrativo pensato per attrarre giovani offrendo opportunità di carriera, di guadagno e di benessere. Oggi più che mai il processo di digitalizzazione del sistema camerale richiede una serie di figure qualificate quanto mai essenziali”.

La Camera di Commercio di Treviso-Belluno – dopo la fusione dei due enti camerali provinciali – conta 123 dipendenti (90 a Treviso e 33 a Belluno) incluse 26 nuove unità, dell’età media di 29 anni – la più giovane ha appena 20 anni – inserite dal 2020 ad oggi. La presenza femminile nell’organico è del 78%, mentre il personale laureato ammonta al 54%.

“Quella di Treviso-Belluno è la prima Camera di Commercio in Italia a sottoscrivere un contratto integrativo a livello territoriale – spiega Tiozzo – che punti a trattenere i ragazzi e le ragazze nella pubblica amministrazione facendo leva sulla formazione e sull’aspetto economico. Il contratto prevede un premio di produttività a fine anno di 3500 euro lordi (a fronte di uno stipendio mensile che parte dai 1500 euro netti e sale fino ai 2600 euro) per remunerare progetti di miglioramento dell’attività amministrativa. In aggiunta prevede un’attività di formazione continua rivolta al personale laureato e non, fornita dall’Universitas Mercatorum (l’ateneo delle Camere di Commercio italiane), per accrescere le competenze che servono oggi in particolare sul fronte della digitalizzazione e delle nuove certificazioni di sostenibilità delle imprese. Non ultimo, ciascun dipendente potrà, da contratto, lavorare fino a due giorni, tre in casi particolari, in smart working, avvalendosi di programmi di controllo per la verifica della produttività”.

Le nuove frontiere del digital

Come spiegato questa mattina da Pozza e Tiozzo, l’ente camerale ha bisogno di nuove risorse per affrontare la sfida del digitale che passa per lo sviluppo di sportelli telematici, e dunque per la digitalizzazione del registro delle imprese (funzionale al prossimo utilizzo della piattaforma di interoperabilità degli archivi della PA) e dunque dell’eliminazione graduale dei registri cartacei. Si stima che ogni anno solo la Camera di Commercio trevigiana produca sei milioni di fogli bollati fra libri sociali e formulari ambientali. “Il numero è impressionante – sottolinea Tiozzo – alcune aziende vengono qui con camion zeppi solo di documenti: nell’arco di un anno sarà tutto telematico e bollato digitalmente”.

Il tema della parità di genere 

“Il tema della denatalità è molto serio e fa temere sul futuro delle nostre imprese e del sistema Italia – sottolinea Pozza -. In assenza di politiche strutturali per la famiglia, per quanto sia una ‘goccia nel mare’, noi sentiamo il dovere di fare la nostra parte, diventando ambasciatori di buone pratiche. In questo senso stiamo lavorando a una nuova certificazione per la parità di genere che possa essere d’esempio alle nostre imprese, e non escludiamo, allargando ancora di più gli orizzonti, di creare un domani degli asili nido per i dipendenti, in accordo con il Comune. Oggi più che mai è necessario creare le condizioni affinché i dipendenti vengano messi nelle condizioni di conciliare il lavoro con la maternità e la paternità“.

La novità sulle graduatorie

Sull’onda dell’accordo quadro sottoscritto nei giorni scorsi dal presidente della Regione Luca Zaia e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, anche la Camera di Commercio di Treviso-Belluno| Dolomiti ha annunciato la messa a disposizione delle proprie graduatorie per profili amministrativi al Ministero della Giustizia e alle altre pubbliche amministrazioni del territorio che sono in carenza di personale. Ad oggi le persone disponibili nelle graduatorie dell’ente camerale trevigiano sono 13 a fronte di 23 partecipanti che hanno fatto la domanda all’ultimo concorso. “Fra questi – conclude Pozza – l’80% sono nostri ex stagisti, a riprova che uno stage giustamente retribuito e veramente formativo è uno strumento chiave per attrarre giovani qualificati nel settore”.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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