Il monito di Giorgia Meloni sul Prošek: “Se passa la richiesta della Croazia addio denominazioni. Non si difende l’ambiente ammazzando la produzione”

“Ci tenevo particolarmente a venire qui perché voi rappresentate molte cose per le quali Fratelli d’Italia si batte”: ha esordito con queste parole l’onorevole Giorgia Meloni, leader del primo partito di opposizione al governo di Mario Draghi, nel suo incontro di questo pomeriggio con le eccellenze del Conegliano Valdobbiadene.

L’appuntamento è stato aperto dal saluto del sindaco Luciano Fregonese e dagli interventi della presidente del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Elvira Bortolomiol, di Franco Adami, in rappresentanza dei produttori della denominazione, e del senatore Luca De Carlo, coordinatore regionale del Veneto per Fratelli d’Italia.

L’onorevole Meloni è arrivata a Valdobbiadene accogliendo l’invito del consigliere regionale valdobbiadenese Tommaso Razzolini, che ha moderato l’incontro che si è tenuto nella suggestiva cornice di Villa dei Cedri.

Il presidente di Fratelli d’Italia si è concentrata sulla difesa del made in Italy, con un collegamento diretto al caso Prošek, che da mesi è al centro del dibattito politico locale e nazionale, e ha parlato anche del reddito di cittadinanza e della sua idea di “globalizzazione”.

“Fratelli d’Italia è un partito che da molto tempo è schierato a fianco di chi produce, di chi crea ricchezza e di chi si rimbocca le maniche – ha affermato Meloni -, di chi di fatto rappresenta l’economia italiana perché in Italia è passato questo messaggio un po’ bislacco per il quale sembra che la ricchezza la produca lo Stato, così come sembra che la povertà si abolisca per decreto e la flessibilità nel mercato del lavoro si garantisca con le leggi. Non è così: la ricchezza la fanno le aziende e i loro lavoratori”.

Meloni, ricordando che nel 2020 l’Italia ha avuto il quarto dato peggiore di Prodotto Interno Lordo dall’Unità d’Italia in poi, ha detto di essere preoccupata per l’economia italiana.

Il dato più preoccupante oggi per noi non è quello sulla contrazione del Pil – continua -, ma quello che dice che il 40% delle aziende italiane rischia di non sopravvivere a questa fase. Se quelle aziende chiudono quel dato di contrazione del prodotto interno lordo noi ce lo portiamo dietro per dieci anni. Dall’inizio della pandemia noi abbiamo chiesto di puntare tutto sulla salvaguardia delle aziende e sulla continuità di impresa, dando un segnale di attenzione da parte dell’istituzione rispetto a quelle aziende che resistevano in un momento particolarmente difficile”.

La leader di Fratelli d’Italia ha aggiunto che il paradosso di avere centinaia di migliaia di professionalità richieste che non si trovano, quando si paga il reddito di cittadinanza a gente che sta a casa senza lavorare, è una follia.

“Fratelli d’Italia è l’unico partito dell’attuale Parlamento che non ha mai votato né per istituire né per difendere il reddito di cittadinanza – prosegue – Siamo gli unici che hanno sempre detto no, ma non perché non si voglia abolire la povertà insieme al ministro Di Maio, banalmente perché è una misura stupida. Uno Stato giusto, in primo luogo, non mette sullo stesso piano dell’assistenza chi può lavorare e chi non può farlo. Uno Stato giusto fa assistenzialismo verso chi non può lavorare ma per tutti gli altri deve creare le condizioni perché possano lavorare, non mantenerli con una paghetta di Stato”.

Meloni ha confermato di considerare il reddito di cittadinanza un “metadone di Stato” e ha detto che lo stesso fa dipendere la gente dalla politica, non potendo parlare di libertà ma di schiavitù.

Il leader del primo partito di opposizione al governo italiano ha ricordato che Fratelli d’Italia lavora per difendere l’interesse nazionale e l’identità della nazione italiana in un momento in cui tutti i presidi dell’identità sono sotto attacco, dalla nazione alla religione, dall’identità familiare a quella di genere fino ad arrivare al marchio.

“Io credo che sia opportuno capire perché i nostri prodotti sono sotto attacco – continua – Non è un problema di semplice concorrenza: ci sono alcuni poteri che muovono contro l’identità e la specificità, il piccolo, il vicino e tutto quello che ci rende unici. I poteri che muovono sono quelli che lavorano ad un piano superiore: le grandi multinazionali che oggi hanno fatturati molto spesso superiori ai Pil di intere nazioni e chiaramente puntano all’omologazione del consumatore e del prodotto”.

Non sono mancati gli attacchi all’Unione Europea, con riferimenti al “cibo sintetico” e al tema dell’etichettatura con i bollini rossi e verdi, e una riflessione sulla capacità degli altri Paesi di difendere le loro eccellenze e le loro produzioni.

“I problemi principali che ha l’Italia sono la mentalità, il senso di appartenenza e di orgoglio nazionale – aggiunge – Se passasse la richiesta della Croazia vorrebbe dire ammazzare tutto il principio delle denominazioni. Se puoi by-passare quel sistema, prendendo un prodotto che non c’entra niente e che non vale minimamente quello rappresentato dalla denominazione, e di fatto puoi riconoscere un marchio che lo scimmiotta, è la più grande vittoria che possiamo regalare a chi da anni fa i miliardi sul nostro nome e sulla nostra pelle”.

Dobbiamo essere pronti a scendere in piazza con gli italiani per difendere questo principio – conclude – Attenti anche alla politica “green”: Fratelli d’Italia è forse il partito più ecologista di tutto il centrodestra, ma non si difende l’ambiente ammazzando la produzione bensì dimostrando che la difesa del territorio e la tutela della produzione possono convivere. Queste colline sono Patrimonio dell’Unesco grazie ai produttori. Siamo amici dell’ambiente ma ambiente e uomo possono e devono convivere con politiche intelligenti, altrimenti ci stiamo consegnando definitivamente nelle mani di nazioni che non rispettano neanche lontanamente i nostri stessi standard e che per questo stanno facendo man bassa, in giro per il mondo, mentre noi stiamo lì a continuare a vessare le nostre aziende”.

Tra le note di colore, l’onorevole Meloni ha detto che il suo gruppo è “un’azionista di maggioranza del Consorzio di Tutela” perché, quando arriva qualcuno e quando si organizza una festa, viene ordinato del Prosecco.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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