La Chiesa di Sant’Orsola dalle immagini in bianco e nero di Vittorio Celot Celotti agli scatti dei giorni nostri

La chiesetta di Sant’Orsola vista dal castello di Conegliano

Tra gli angoli cittadini immortalati dall’obiettivo di Vittorio Celot Celotti, coneglianese con la passione per la fotografia, c’è anche la chiesetta di Sant’Orsola, edificio religioso collocato ai piedi del castello della città del Cima.

E proprio dal castello coneglianese è stata immortalata la chiesetta, in un’istantanea datata 1914.

La Chiesa di Sant’Orsola fa parte del complesso del castello ed è ciò che rimane di quello che era il Duomo di San Leonardo (dedicato al patrono della città), un complesso religioso molto più ampio della chiesetta che vediamo oggi, con testimonianze riconducibili alla sua struttura visibili in alcune tele del Cima.

Come si legge all’interno della nuova guida su Conegliano, Sant’Orsola era la parte terminale di quello che era il Duomo citato che, fino alla sua demolizione nella seconda metà del Settecento, per secoli ebbe il ruolo di chiesa principale della città.

Il complesso del Duomo di San Leonardo, in passato la chiesa principale della città, conservava le spoglie di Santa Vittorina, traslate dalle catacombe romane di San Callisto nel 1691.

La veduta come appare oggi

Di quella struttura oggi rimane il campanile, parzialmente ricostruito nel 1611, e la parte absidale, nel 1847 inglobata dall’architetto Giuseppe Segusini nell’oratorio di Sant’Orsola, insieme a una cappella laterale.

Anche in questo caso, come negli scatti precedenti, la differenza tra il “prima” e il “dopo” è lampante: il piazzale antistante la chiesa, oggi lastricato e adibito a parcheggio, agli inizi del Novecento si presentava come un’intera distesa verde, priva di quella salitina per le auto che oggi conduce al parcheggio stesso.

Assenti anche le alberature che costeggiano oggi il piazzale. Alle spalle della chiesetta, inoltre, spicca la densità di abitazioni e palazzoni, in passato sostituiti da un’evidente distesa verde.

Un confronto che consente una rilettura dell’andamento storico della città, grazie alla passione per le immagini di Vittorio Celot Celotti e al lavoro di conservazione di questi scatti da parte di Alberto, uno dei suoi figli.

Finora, le sue fotografie hanno consentito di vedere in maniera differente salita Marconivia Cadornai giardini di parco Roccail panorama dal castellol’incrocio tra le vie Calvi e Colombola Ferrerapiazza IV Novembrel’ospedale civile “Santa Maria dei Battuti”, le vie Caronelli e Garibaldi.

(Foto: per gentile concessione di Alberto Celot Celotti).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati